Dal Cielo vi vengono date tutte le buone condizioni per la vostra evoluzione, ma poiché il più delle volte queste non si presentano nella forma che vi aspettavate, non soltanto non le vedete, ma inoltre vi lamentate. Vi aspettate che Dio vi dia la felicità attraverso il successo o la gloria, e dal momento che il successo e la gloria non arrivano, siete infelici. Ebbene, questa è la prova che non siete né intelligenti né perspicaci. Studiate tutto ciò che vi succede, e chiedetevi cosa si aspetti da voi il mondo invisibile, mettendovi di fronte a difficoltà e problemi da risolvere. In futuro, cercate di riflettere e imparate a guardare in maniera diversa tutto ciò che considerate ostacolo o insuccesso: capirete così che c'è sempre qualcosa da scoprire.
La felicità si trova là dove non sapete ancora vederla.
Ogni attività, per quanto insignificante possa essere in apparenza – un movimento, un sentimento, un pensiero, una parola – produce necessariamente effetti buoni o cattivi. Per questa ragione, si può dire che la magia è la prima delle scienze. È sufficiente un movimento, un'influenza, un'impronta, una vibrazione, per entrare nel campo della magia. Ogni volta che un essere agisce su un altro essere o su un oggetto, compie un atto magico. Ed ecco che le persone guardano, parlano, pensano, hanno desideri, sentimenti, compiono gesti, senza rendersi conto che tutte le forze così messe in moto sono forze magiche.
Il segreto del vero successo non sta nello sforzo violento e spettacolare di un istante, bensì nella ripetizione quotidiana di tanti piccoli sforzi. L'acqua che goccia dopo goccia cade sulla pietra, finisce per scavarla. Eppure, la goccia d'acqua è così dolce, e la pietra così dura!...
Non smettete mai un solo giorno di fare degli sforzi, poiché il segreto della riuscita sta nella continuità, nella perseveranza. Se vi fermate, rischiate di perdere anche ciò che avevate acquisito, poiché la materia possiede un immenso potere di resistenza e tende sempre a ritornare alla sua inerzia originaria.
Alla fine di un anno scolastico, sono rari gli educatori, gli insegnanti e i professori che non si lamentino di essere esausti. Non è che occuparsi dei bambini sia così faticoso, ma se si considera questo mestiere soltanto come un modo per guadagnarsi il pane, se ne avvertiranno soprattutto gli inconvenienti. I bambini sono spesso difficili, si sa, ma dal momento che si è abbracciata la carriera di educatori, si è obbligati a vegliare attentamente su di essi, ad amarli, a pensare al loro avvenire. E poiché i bambini sono sensibili all'attenzione che si dimostra nei loro confronti, dopo qualche tempo incominciano ad avere un altro atteggiamento.
Ciò è vero non soltanto per gli educatori, ma anche per i genitori.
Nel Libro della Genesi, è detto che Dio creò dapprima l'uomo, Adamo, e poi la donna, Eva. E nella Bibbia ebraica, le prime due lettere del nome di Dio – il Tetragramma Iod Hé Vau Hé – sono lo Iod, che corrisponde al principio maschile, seguito dalla lettera Hé che corrisponde al principio femminile. Se gli Iniziati hanno posizionato in tal modo il principio maschile – ossia prima del principio femminile – non è perché pensavano che il principio maschile avesse un'importanza maggiore, ma perché si sono inchinati dinanzi al simbolismo cosmico. Simbolicamente, il principio maschile rappresenta lo Spirito, che è anteriore a tutta la Creazione, mentre il principio femminile rappresenta la Materia sulla quale lo Spirito lavora.
Anche se viene ingiustamente attaccato, un Iniziato non deve mai servirsi dei suoi poteri per nuocere agli altri, ma deve servirsene unicamente per diventare sempre più invulnerabile alle accuse e agli attacchi, in modo da non soccombere e trasformare in oro e in pietre preziose i sassi che gli vengono gettati.
Avere delle conoscenze, dei poteri, e rifiutare di usarli a proprio vantaggio: ecco la vera grandezza dell'Iniziato. E il Cielo, che gli ha permesso di acquisire tutto ciò, lo sorveglia.
Se interrate un seme di limone, di mela o di melone, non gli dite: «Ascoltami bene! Ti indico il tuo programma: devi diventare un limone, un melo o una pianta di meloni!» Il seme ha già inscritto in sé un suo programma, ed è sufficiente piantarlo perché esso lo realizzi diventando ciò che la Natura si aspetta da lui. Il seme si aggrappa alla terra e, giorno dopo giorno, si sviluppa. Quando una fase è terminata, passa a quella successiva; il seme non si domanda cosa dovrà fare fra un anno o fra cent'anni.
Per quale ragione vi parlo dell'albero? Perché anche l'essere umano è un seme con un suo programma inscritto in lui dall'Intelligenza Cosmica.